Distanze?

“ TUTTO QUESTO NON E’ VERO MA SI BASA SU FATTI ABBASTANZA PROBABILI “

Abbiamo serenamente archiviato (spero) l’idea della formazione come variante seriosa del Take Away: scegli, paghi e porti a casa.

Coltiviamo l’ambizione di pensare ai processi formativi come occasioni trasformative che richiedono una sana  partecipazione attiva: non si tratta di ‘trasferire’ quote più o meno generose di sapere (le conoscenze non sono oggetti che somministro e/o metto in vendita) e  nemmeno di trovare risposte già date. Vale la pena di tentare un approccio costruzionista in grado di  esplorare/combinare saperi diversi e sguardi che possono apparire ‘periferici’, per nulla prevedibili.

Le ‘domande legittime’ (von Foerster) sono quelle che mettono in moto soggetti (non contenitori vuoti da riempire) in grado di connettersi in quella dimensione straordinaria che Luciano Floridi ci invita a chiamare on life, dove reale e virtuale si intrecciano mescolando i linguaggi e i ritmi della comunicazione.

Il web – dunque – è quella Biblioteca Infinita di cui parlava J. Luis Borges (Babel), dove ciascun testo può essere considerato un Pre-Testo dal quale  ricaviamo ‘sentieri che si biforcano’ , con  sorprendenti esplosioni di meraviglia, moti d’ansia e possibili rischi di vertigine (tema quest’ultimo che meriterebbe uno spazio tutto per sé).

Un piccolo esempio di ‘sguardo periferico’.

In diversi ambiti professionali il tema della Comunicazione è una domanda sempre attuale perché le risposte cambiano nel tempo.  Certo, grazie al digitale, e grazie anche al fatto  che  ciascuna risposta è situazionale (dipende dai contesti) e relazionale (dipende dagli attori). Quindi se ci apprestiamo a ragionare di Comunicazione con avvocati che si occupano di Diritto di famiglia (separazioni e divorzi, ma non solo) dobbiamo premettere che ogni cliente deve essere informato  – consapevole e responsabile di ogni decisione; che questo non è meno vero per gli avvocati; che bisogna ridurre la quota di malintesi (legati – ad es  – ad aspettative improbabili) e che progressivamente dobbiamo tendere a costruire ‘significati condivisi’.

Possono due persone camminare insieme?   Questo  quesito – rubato senza ritegno a una pièces di ABRAHAM YEHOSHUA  –  introduce un tema per nulla scontato: per procedere sarà il caso di decidere dove incontrarci, verso quale obiettivo orientare il nostro cammino e – soprattutto – come gestire in maniera efficace le avversità, le paure e i cambiamenti di programma.

(Domanda ‘legittima’: ma queste banalissime regole non sono sensate anche in una relazione di aiuto con persone che hanno problemi di dipendenza patologica?  Beh: pensiamoci)

La Comunicazione, dicevo. A questo punto come fare a meno di citare P. WATZLAWICK e i suoi inossidabili 5 assiomi? Cerchiamoli, leggiamoli insieme, e poi non contempliamoli ma proviamo a integrarli, adattandoli ai tempi che stiamo attraversando.

Bene: dopo aver girato certo non a vuoto, possiamo finalmente arrivare a Hernan CORTES  (Febbraio 1519) e al suo implacabile imperativo: BRUCIARE LE NAVI !

Ovvero, ragioniamo su uno svincolo: “ è davvero necessario creare le condizioni per non poter tornare più indietro”?

Perché il rischio è questo:  in ogni processo comunicativo (in aula o fuori – tra avvocati e clienti come tra pazienti e terapeuti)  se fatichiamo a trovare un’intesa – un accordo – un con/senso (frutto di un vero esercizio di pazienza)  può scattare l’ultimatum :

‘E’ ora che tu ne prenda atto: la Verità è questa e puoi solo accettarla’.

Se davvero siamo arrivati a quel punto, allora abbiamo perso per strada l’immaginazione, quindi meglio prevenire che questo accada.

Ok ma come?

Nel cuore di una proposta formativa (per avvocati volenterosi, ma non solo) c’è la sfida a disegnare scenari diversi, ad  aumentare le opzioni di scelta, ad aprirsi ad alternative credibili perché quella presunta linea retta PROBLEMA > SOLUZIONE è finita a pezzetti, non c’è più (e forse non c’è mai stata).

STORIA DI UN MATRIMONIO  (‘MARRIAGE STORY’) è un film del 2019 di Noah BAUMBACH con Scarlett Johansson e Adam Driver (Lo si trova su NETFLIX a un costo ragionevole).

Lui e Lei si occupano di teatro. Lei e Lui vivono e lavorano a NYC. Lui e Lei hanno un figlio. Lei e Lui sono in crisi e decidono di divorziare: ma come arrivarci? – che strada prendere?

Occhio! Il problema non è tanto la scelta di un avvocato battagliero, ma decidere chi può aiutarci a fare una scelta che sia la meno dolorosa per tutti.

Nel film ci sono alcune sequenze che rappresentano modi diversi di accogliere un cliente, prospettando ipotesi e disegnando traiettorie non necessariamente in conflitto.

In questo senso, il video diventa un pre – testo che ci aiuta non necessariamente a riconoscerci in un certo approccio, ma ad affrontare una ‘domanda legittima’ : come promuovere un cambiamento che sia possibile, desiderabile ed eticamente accettabile?

Ecco, se siamo arrivati a questo punto (con avvocati oppure operatori SerD) allora possiamo cominciare davvero la formazione, ma con una imperdibile raccomandazione:

Il web ci offre risorse  straordinarie, ma solo una disputa dagli esiti incerti – e a partire  da verità controverse – potrà condurci ad un approdo accettabile.

Claudio Renzetti

PS

A proposito della vertigine  – effetto di una domanda di ‘conoscenza insonne’ che vuole esplorare e combinare tutto quello di cui disponiamo  –  potrebbe essere interessante cercare sul web le parole che ho evidenziato in corsivo/neretto per vedere poi l’effetto che fa,  senza ovviamente dimenticare Aby Warburg e la sua geniale opera in più tavole dal nome per nulla misterioso: Mnemosyne.  Quello che raccomando non è banalmente un esercizio di stile (qui Queneau ci sta proprio bene!) perché nel fare questo sforzo forse riusciremo a capire se la formazione a distanza accorcia davvero le distanze.

Colonna sonora suggerita? Chip TAYLOR & The New Ukrainias : FUCK ALL THE PERFECT PEOPLE 

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