Il gioco infinito

Stiamo provando Stadia, la piattaforma lanciata lo scorso anno da Google per giocare ai videogiochi in streaming. In pratica: non occorre acquistare una Playstation o un’altra console, basta avere una connessione Wi-Fi a Internet, registrarsi con un account Google e scegliere il tipo di abbonamento. Quello base è gratuito ma al momento non ha titoli a disposizione, quindi per giocare occorre pagare i singoli giochi a prezzi analoghi a quelli dei negozi. L’abbonamento PRO, invece, ha un costo fisso mensile e permette di accedere gratuitamente ad una selezione di videogiochi in continuo aggiornamento.

In questo momento l’abbonamento PRO è gratis per due mesi: “per rimanere in contatto con i tuoi amici o per esplorare altri mondi”, recita il sito. La prima dose è sempre gratis, aggiungiamo noi. In ogni caso, basta ricordarsi di disattivare l’abbonamento prima della scadenza e si può provare Stadia senza spendere un centesimo, lasciando però il riferimento di una carta di credito. Noi abbiamo fatto così.

Non ci interessa diventare gamer professionisti o esperti di un determinato titolo (la rosa tra cui scegliere al momento non è molto ampia). L’esperimento di Stadia ci interessa per due motivi:

1.  Per noi adulti è una buona occasione per sperimentare a costo zero generi videoludici molto frequentati dai ragazzi. Tra i titoli al momento disponibili, lo sparatutto in prima persona Destiny 2, analogo ai famosissimi Call of Duty e Battlefield; PUBG (Player Unknown’s Battleground), un battle royale come Fortnite; il gioco di corse Grid .

2.  La logica alla base di Stadia è quella del cloud gaming: non occorre più possedere il videogioco, né su disco né scaricato sulla propria console, perché è tutto sulla nuvola. Stadia non è l’unica piattaforma: Playstation Now, ProjectX Cloud di Microsoft e GeForce Now di Nvidia sono già in campo per il controllo del gioco infinito. Un campo molto appetibile, se un colosso come Google ha deciso di entrarci, anche se finora con risultati non all’altezza delle aspettative (leggi). La logica del cloud è la medesima dei vari Neflix e Amazon video, applicata al gaming: se paghi puoi vedere/giocare quando vuoi, dove vuoi e per quanto vuoi, all’interno del catalogo offerto. Il limite, per ora, è tecnico: senza una buona connessione i giochi non girano. Un gap che verrà colmato, presumibilmente presto. E noi? Come educare a gestire l’infinito, contenendo derive come il binge-watching di serie tv? (leggi)

Il futuro prossimo del gaming passa (anche) da qui. Le competenze di saggezza digitale come la selezione e l’autoregolazione diverranno sempre più cruciali per chi promuove salute.

Come restare aggiornati? Chi è interessato ad una formazione a distanza dedicata al mondo dei videogiochi può scriverci su info@progettosteadycam.it.

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