Lo scorso ottobre Silvia, docente in una scuola Secondaria di primo grado di Alba, ci ha segnalato il libro Klara e il sole di Kazuo Ishiguro, consiglio che abbiamo rilanciato nella nostra news Schermi a disagio 2 dedicata alle rappresentazioni mediali del disagio mentale.
Il suggerimento di Silvia non è caduto nel vuoto: Klara e il sole è entrato nella nostra libreria Steadycam (ci è piaciuto un sacco) mentre un’altra docente, Valentina, ci ha stupiti mandandoci la sua recensione del romanzo.
La pubblichiamo con molto piacere. Al fondo troverete alcune nostre considerazioni aggiuntive.
AVVERTENZA: la recensione contiene alcuni spoiler sulla trama.
“Klara e il sole è un romanzo distopico del premio Nobel Ishiguro, ambientato in un mondo futuro in cui degli AA (robot) vengono acquistati dai genitori per tenere compagnia ai loro figli, una sorta di fratello-sorella maggiore/baby sitter/educatore.
E’ proprio Klara, un AA, a raccontare la sua storia in prima persona. Il romanzo ci immerge nel suo mondo, nel suo sguardo e nei suoi pensieri, che, anziché apparirci distanti e digitali, sono quasi umani. Ed è proprio questo aspetto a rendere la lettura coinvolgente (e sconvolgente): nel mondo di Klara le dinamiche relazionali e sociali sono quasi invertite. Gli esseri umani sembrano privi di immaginazione, empatia e sensibilità. I ragazzi vengono potenziati, il loro QI viene aumentato con tecniche a noi non note, ma il lettore scopre che questa pratica è molto pericolosa, addirittura può portare alla morte. Nonostante questo rischio anche Josie, la ragazza umana che sceglie Klara come AA, è stata potenziata.
Josie, Klara e sua madre vivono in una villa isolata in campagna. Nelle vicinanze ci sono solamente altre due abitazioni in una delle quali vive Rick, amico e coetaneo di Josie, ma escluso dagli altri perché sua madre ha scelto di non potenziarlo. Questa decisione lo emargina e lo priva della possibilità di accedere alle scuole e, quindi, ad un futuro lavorativo adeguato.
Rick e Josie hanno un legame davvero speciale, l’unico legame che Klara percepisce come autentico e che vuole, a tutti i costi, cercare di mantenere nel tempo. Inizialmente Rick ha dei pregiudizi nei confronti dell’AA, ma nel corso della storia questi vengono superati e le forze dei due si uniscono nel loro obiettivo comune: salvare Josie da una malattia non identificata, ma probabilmente causata dal potenziamento.
Lo scrittore apre uno scenario sul tema del digitale umanizzato e di quanto i prodotti artificiali possano giocare un ruolo importante nelle relazioni umane. Il libro aiuta il lettore a ragionare su cosa caratterizza un essere umano, quali siano i tratti più imprescindibili a caratterizzarlo. La storia parla di priorità e di come la scelta di queste possa avere ripercussioni sulla vita stessa degli individui. E’ più importante avere successo in campo lavorativo o rinunciare alla carriera, ma mantenere la salute? Che cosa caratterizza un rapporto di amicizia o di amore? E un legame familiare? Qual è il confine tra l’amore filiale e la perversione?”
Klara e il sole, insomma, può diventare una lettura da consigliare in una scuola Secondaria di Secondo grado, ma anche una riflessione molto attuale per tutti noi adulti: se ci venisse offerta la possibilità di “potenziare” nostro/a figlio/a, rischieremmo? E faremmo la stessa scelta se questa pratica fosse diventata la “normalità” sociale? Il romanzo di Ishiguro dona una splendida veste narrativa agli interrogativi di chi problematizza la società della prestazione, come Byung-Chul Han o il recente (e discutibile) libro di Jonathan Haidt. Noi però vi consigliamo un’altra lettura, che ci sembra in sintonia con lo sguardo “umano” di Klara: è l’ultimo libro di Carlo Milani e Davide Fant, Pedagogia hacker.
Grazie ancora Silvia e Valentina.
Buona esplorazione!
