A settembre vi avevamo raccontato alcuni libri, film, serie tv e videogiochi che mettono in scena la salute mentale (leggi), invitandovi a segnalarci altri esempi. Voi ci avete risposto: quindi, come promesso, eccovi il sequel di Schermi a disagio.
Come nella prima puntata, partiamo da un libro: Silvia ci ha fatto conoscere il romanzo “Klara e il sole”, edito da Einaudi. Lo abbiamo acquistato e lo leggeremo a breve, anche perchè la sua storia, incentrata sull’amicizia tra un robot e una ragazza afflitta da un disagio interiore, ci incuriosisce molto. Nel cuore del dibattito contemporaneo sull’intelligenza artificiale, la scrittura del premio Nobel Ishiguro può aprirci nuove prospettive.
Andrea ci ha invece consigliato la visione del film “Quello che tu non vedi”: l’adolescente Adam, in cura per una grave forma di schizofrenia ed espulso dal liceo perché ritenuto pericoloso, viene convinto a sperimentare una cura farmacologica che immediatamente produce effetti positivi sulla sua salute. Ammesso in un nuovo istituto, il ragazzo si lega a Maya, l’allieva più brillante della scuola. Ma quando quell’amicizia potrebbe trasformarsi in altro gli effetti collaterali dei farmaci cominciano a farsi sentire. Adam deve scegliere: continuare la cura o rivelarsi per ciò che è?
Alla fiction aggiungiamo il documentario italiano “Io sono un po’ matto… e tu?”, che con il sorriso ci racconta un’interessante esperienza di teatro-terapia.
Al nostro Centro Display, come sapete, abbiamo ripreso le attività con le classi. Proprio una ragazza, nella stanza del gaming, ci ha fatto conoscere un videogioco che affronta il rapporto con i nostri “mostri” interiori: Sea of Solitude. Non si tratta di una produzione indipendente: il gioco è marchiato Electronic Arts, ma appartiene alla serie Originals, un settore della software house che propone titoli meno conosciuti e più attenti ad esplorare tematiche e dinamiche di gioco inedite. A noi ha ricordato nella grafica il bellissimo “Rime”, che continuiamo a proporre a Display: qui le tinte si fanno più cupe, ma l’esplorazione di se stessi ci sembra accomunare i due titoli.
Lo scorso 10 ottobre è stata la Giornata Mondiale della salute mentale e qualcuno si è anche chiesto: ne stiamo parlando troppo? Il risalto che viene dato a questo tema su social di largo utilizzo come Instagram e Tik Tok può avere effetti negativi? Questo recente articolo del Post analizza bene la questione. Ve lo lasciamo come ulteriore riflessione. In attesa, chissà, di una terza puntata.
Ma prima ci saranno altre storie che vorremo raccontarvi. Non spegnete gli schermi.
