Qual è il ruolo dei media nella narrazione delle Infezioni Sessualmente Trasmissibili? E in che misura la Riduzione del Danno ha contribuito a contrastarne la diffusione?
La Riduzione del Danno (RdD) è un approccio che combina metodologie sanitarie e preventive, nato negli anni ’80 a Liverpool, nel Regno Unito, per affrontare la rapida diffusione di Infezioni Sessualmente Trasmissibili (IST) come epatite e HIV e contrastare l’elevato numero di overdose tra specifici gruppi a rischio. In risposta a questa emergenza, alcuni consumatori, in collaborazione con operatori sanitari, iniziarono a distribuire siringhe sterili ai consumatori di droghe per via endovenosa. Questa iniziativa contribuì in modo significativo a ridurre i tassi di infezioni e mortalità, dimostrando l’efficacia di un approccio pragmatico e antiproibizionista.
Nel tempo, la RdD si è ampliata includendo strumenti di prevenzione dei rischi associati a comportamenti pericolosi, come lo scambio di materiale per l’uso di sostanze psicoattive e i rapporti sessuali non protetti. Tra le strategie principali, la distribuzione gratuita di contraccettivi ha assunto un ruolo cruciale, sensibilizzando sia i consumatori di sostanze psicoattive sia la popolazione generale sull’importanza della protezione durante i rapporti sessuali. Questo concetto si è radicato sempre di più nella società, anche grazie all’influenza dei media.
La narrazione mediatica ha giocato un ruolo chiave nella diffusione di messaggi legati alla cultura del safer sex e al consenso. Un esempio significativo è la serie TV mainstream Heartbreak High (trailer) in cui i personaggi discutono apertamente di sesso sicuro, contraccettivi e liberazione dalle convenzioni sociali. Anche la musica si è rivelata un mezzo efficace: basti pensare alla parodia musicale realizzata dall’AIDS Healthcare Foundation in occasione dell’International Condom Day 2020 (vedi), che evidenzia l’importanza di utilizzare contraccettivi e sottoporsi regolarmente a check-up per le IST.
Parallelamente, non si può ignorare la connessione tra la prevenzione e la Riduzione dei Danni delle IST e la distribuzione di materiale sterile tra i consumatori di sostanze psicoattive. In un breve estratto del documentario La stanza dei figli di Alessandro Orsi, si pone l’accento sull’importanza della prevenzione e della creazione di spazi sicuri per chi consuma, offrendo strumenti sterili e riducendo i rischi. Questo approccio confronta lo spettatore con due possibili esiti conseguenti all’uso di sostanze psicoattive, evidenziando il valore della prevenzione.
Una cosa è certa: la destigmatizzazione dei comportamenti ha favorito una maggiore circolazione delle informazioni.
Ad oggi, quando svolgiamo uscite di outreach notturno di Riduzione del Danno nei contesti della movida per conto del Progetto ABS, ci capita spesso di parlare di salute sessuale e di interfacciarci con ragazz* che sanno che cosa sono l’HIV e cosa l’AIDS, ma, al contempo, disconoscono una larga fetta di altre IST (come la maggior parte della popolazione).
Perché non sfruttare la Giornata Mondiale per la lotta contro l’AIDS, che si celebra il 1° dicembre, come opportunità per ampliare la sensibilizzazione? Potremmo, ad esempio, integrare i temi già trattati, introducendo argomenti come la Profilassi pre-esposizione (PreP) scopri di più qui e organizzare momenti dedicati per approfondire altre IST, creando spazi di discussione e informazione più ampi.
A questo proposito, come Progetto ABS abbiamo aderito alla Campagna regionale “Chi si AMA mi segua” coinvolgendo coffee bar e i locali notturni albesi con cui collaboreremo il 29 novembre 2024.
Inoltre, il 5 dicembre ad Alba e il 6 dicembre a Bra allestiremo banchetti informativi dedicati, dove offriremo gratuitamente informazioni e materiale sterile.
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